Fecondazione in vitro

fivet
Si parla di una coppia infertile quando dopo un anno trascorso ad avere rapporti sessuali non protetti, una donna e un uomo non riescono ad ottenere una gravidanza. La sterilità, infatti, rappresenta la condizione per cui una donna, per un motivo o per un altro, non è in grado di concepire. Questa si suddivide tra sterilità primaria e secondaria. La FIVET è una delle tecniche di fecondazione artificiale più utilizzate al mondo dalle coppie, per ottenere una gravidanza quasi certa. Verifichiamo dunque tutte le procedure da seguire, le strutture migliori, i costi, dove conviene farlo, le percentuali di successo e molto altro ancora.

È importante chiarire fin da subito anche un altro aspetto, ossia il motivo per cui il turismo riproduttivo negli ultimi anni sia cresciuto in maniera esponenziale. Non si tratta certamente di un caso, dato che le strutture all’estero, rispetto a quelle italiane, non sono solo più all’avanguardia, ma offrono anche prezzi più competitivi!

Nel caso in cui non fosse possibile ottenere una gravidanza per via naturale, o dopo che il medico ne ha individuato cause che non è possibile rimuovere, si suggerisce di ricorrere ai metodi di riproduzione assistita.

Nella maggior parte delle coppie, la possibile causa d’infertilità viene sempre individuata. Ma in alcuni rari casi, è possibile anche che la causa resti del tutto sconosciuta. Tuttavia, anche per questi casi più rari, esistono tecniche di fecondazione assistita per ottenere una gravidanza. Una delle tecniche più utilizzate e con una maggiore percentuale di successo, è senza dubbio la fecondazione in vitro detta anche FIVET.

Quando è consigliabile

La FIVET con sperma del partner e con ovuli propri, è una tecnica di laboratorio, che prevede dopo il prelievo degli ovuli, la loro fecondazione, con lo sperma del proprio compagno. L’ovulo, una volta fecondato, diventa quasi un embrione e viene nuovamente inserito nell’utero della donna per continuare, e si spera, concludere il suo sviluppo.

Solitamente, ogni mese, si sviluppa un solo ovocito durante un ciclo mestruale normale. Chiaramente, per avere maggiori probabilità di successo, per la fecondazione assistita si consiglia di ottenere più di un solo ovulo, dunque sarà necessario stimolare con gli ormoni le ovaie, per ottenere contemporaneamente più ovuli maturi.

La fecondazione in vitro è consigliabile quando il numero di spermatozoi è basso e l’inseminazione artificiale non può essere eseguita. Oppure, quando vi sono danni o ostruzioni alle tube di Falloppio, e le possibilità di gravidanza sono scarse. La tecnica va eseguita dopo che le varie inseminazioni artificiali sono fallite.

Nelle cliniche della Repubblica Ceca, la diagnosi è personalizzata su misura per ogni paziente, in modo da poter scegliere il trattamento migliore per ciascun caso.

Fasi della FIVET

Controllo delle ovaie e stimolazione

Le ovaie vengono stimolate somministrando ormoni, in alcuni casi luteostimolante LH o più spesso con stimolante FSH. Attraverso le ecografie poi, si controlla lo sviluppo del ciclo, per verificare che le dimensioni e il numero dei follicoli siano quelli desiderati. È in quel momento che si procede alla somministrazione di un ulteriore ormone hCG, per provocare l’ovulazione naturale, liberando l’ovulo.

Prelevamento dell’ovulo e fecondazione in vitro

Tramite una puntura e all’aspirazione dei follicoli, avviene il prelievo degli ovuli. Si tratta di un procedimento che viene eseguito in anestesia totale. Gli ovuli, una volta prelevati, possono essere conservati per qualche ora, nel frattempo, si isolano gli spermatozoi più mobili per preparare lo sperma.

Se si utilizza la ICSI come tecnica (microiniezione intracitoplasmatica di uno spermatozoo per ovulo maturo), dagli ovuli vengono rimosse le cellule in superficie, ad all’interno di ognuno di essi viene iniettato uno spermatozoo. Mentre nel caso della FIVET, saranno gli spermatozoi a dover rompere questa barriera naturale per penetrare all’interno.

Nelle cliniche migliori dei paesi in cui si esegue questa tecnica (Spagna, Repubblica Ceca, Svizzera, ecc.) questa è certamente la tecnica più utilizzata.  Chiaramente, migliore è la qualità dello sperma e maggiore il numero di ovuli, e più saranno le possibilità di ottenere degli embrioni di qualità.

Trasferimento

Solo il giorno dopo al trattamento si viene a conoscenza del numero di ovuli fecondati. Successivamente, nei seguenti giorni, gli ovuli fecondati diventano degli embrioni o blastocisti e sono pronti per essere inseriti all’interno dell’utero. . Le cliniche moderne preferiscono comunque trasferire gli embrioni il quinto giorno, appena gli embrioni raggiungono lo stadio delle blestocisti

Nel giorno in cui avviene il trasferimento dei embrioni, si decide quali inserire nell’utero, verificando quelli che hanno avuto lo sviluppo migliore. La media è di 1-2 embrioni trasferiti per volta, ma per legge è possibile inserirne fino a 3 al massimo (legge che può variare a seconda del paese). Attualmente, in base alle più recenti pareri degli esperti, è vivamente consigliato di trasferire un solo embrione per prevenire le gravidanze gemellari o multiple e conplicanze presenti durante tali gravidanze.

L´embrione viene convogliato nell´utero dal ginecologo mediante l’utilizzo di un sottile catetere. In questa fase non è necessaria l’anestesia.

Basta pensare che subito dopo l’inserimento, che viene eseguito in ambulatorio e senza la necessità di alcuna anestesia, dopo un breve riposo si può subito fare ritorno alle proprie attività quotidiane. Inoltre, è da sfatare il mito che il riposo aumenti le probabilità di restare gravide. Le due cose non sono assolutamente collegate.

Crioconservazione

Tutti i pre-embrioni che non sono stati trasferiti nella donna, possono essere congelati nell’azoto liquido. Questa tecnica di crioconservazione è conosciuta con il nome di vetrificazione. Questi vengono quindi immagazzinati nella banca degli embrioni e sono identificati adeguatamente.

Questi, possono essere utilizzati per ripetere il ciclo, nel caso in cui durante il primo tentativo, non viene raggiunta la gravidanza. Ovviamente, i cicli successivi saranno molto più semplici, dato che non sarà più necessario procedere dall’inizio e quindi con la stimolazione ovarica.

Termine della procedura

Dopo che l’embrione è stato trasferito nell´utero di donna, quest’ultima può riprendere senza alcun problema le proprie attività di vita quotidiana. Tuttavia, in molti casi potrebbe verificarsi che le ovaie sono ancora gonfie. Quindi conviene evitare attività fisiche pesanti, che potrebbero causare un doloroso fastidio.

Gli effetti tipici collaterali sono:

  • Piccole perdite di sangue o di liquido trasparente dopo il trasferimento dell’embrione;
  • Tensione mammaria;
  • Crampi;
  • Senso di gonfiore;
  • Costipazione.

È necessario contattare il proprio medico, nel caso in cui dopo il trasferimento si accusa un dolore intenso o moderato. Questo valuterà la possibilità della comparsa di torsione dell’ovaio, infezioni e sindrome da iperstimolazione.

Bisogna subito rivolgersi al medico se dopo la FIVET si verificano:

  • Febbre alta, sopra i 38°C;
  • Dolore pelvico;
  • Sanguinamento intenso della vagina;
  • Tracce di sangue nell’urina.

Sperma del partner o del donatore?

Principalmente, la fecondazione in vitro (FIVET) può essere eseguita in due modi, con lo sperma del partner o con quello di un donatore. Vediamo in quali casi si consiglia l’una e in quali si consigli l’altra.

FIVET con lo sperma del partner:

  • Coppie in cui i trattamenti passati sono falliti, come l’inseminazione artificiale;
  • Donne con lesione o assenza delle tube di Falloppio, necessarie per l’inseminazione artificiale o per la fecondazione naturale;
  • Donne che presentano una avanzata endometriosi, con ripercussione probabile sulla qualità ovocitaria e sulle tube;
  • Situazione in cui il numero di ovociti a disposizione sono limitati;
  • Casi severi di fattore maschile.

FIVET con lo sperma di un donatore:

  • Casi severi di qualità dello sperma del partner;
  • Fallimento ripetuto dell’impianto o cattiva qualità embrionale, in cui si sospetta come causa principale il fattore maschile;
  • Uomo che porta una malattia genetica, impossibile da analizzare negli embrioni con il metodo PGD;
  • Donne single.

Questa tecnica offre una possibilità di gravidanza certificata, che può arrivare fino al 61%!

Probabilità di successo

Il ricorso alla FIVET è sempre più frequente. Se una donna si sottopone al trasferimento dell’embrione, statisticamente ha più probabilità di restare incinta, anche se è importante ricordare che le probabilità possono cambiare in funzione di diversi fattori.

Uno dei principali elementi prognostici è rappresentato dall’età di una donna nel momento in cui si ricorre alla tecnica FIVET. Infatti, fino ai 37 anni, la probabilità di gravidanza resta molto alta, mentre solo dopo il compimento del trentasettesimo anno di età, questa percentuale decresce, fino al 10% per le donne con età uguale o superiore ai 42 anni.

Ovviamente, è anche il numero di embrioni trasferiti che può determinare il successo o meno di una gravidanza. Il rischio di trasferire più embrioni però, è quello di assistere a gravidanze gemellari. Tuttavia, non è matematico che trasferendo un numero maggiore di embrioni si abbiano più probabilità di restare incinte.

Rischi

I rischi della FIVET sono diversi, ma non tutti correlati direttamente alla salute del paziente. Questi possono essere legati, infatti, alle gravidanze gemellari, come accennato in precedenza. Una gravidanza multipla aumenta il rischio di un parto prematuro, quindi di un peso basso dei nascituri rispetto alla nascita singola.

Un altro rischio è quello di andare incontro alla “Sindrome da iperstimolazione ovarica”, provocata dall’utilizzo dei farmaci per la fertilità, che causa dolore e gonfiore alle ovaie. I segni possono includere dolore addominale, nausea, senso di gonfiore, diarrea e vomito. Questi sintomi, in caso di gravidanza, possono anche durare diverse settimane.

Inoltre, durante il prelievo degli ovociti, è possibile andare incontro ad alcune complicanze, come sanguinamento, danno all’intestino o infezioni. Chiaramente, essendo una tecnica praticata in anestesia totale, i rischi sono collegati anche a quest’ultima pratica. Infine, il ricorso alla FIVET, che può essere estenuante sia dal punto di vista fisico che finanziario, può portare alla comparsa di forme di stress psicologico, da trattare con il sostegno di familiari e psicologi.

Prognosi

Viene eseguito un esame del sangue circa due settimane dopo l´embrio transfer. Se la donna è incinta, allora dovrà essere seguita da un’ostetrica per ricevere assistenza prenatale. Se non incinta, si può tentare un nuovo ciclo di FIVET dopo che sono trascorse alcune settimane.

Dopo la FIVET, le probabilità di dare alla luce un bambino sano, dipendono da vari fattori, come l’età della madre, che ha maggiori probabilità se più giovane. Anche lo stato dell’embrione influenza il futuro nascituro, poiché non tutti gli embrioni fecondati sopravviveranno al processo. Inoltre, anche la propria storia riproduttiva influenza la nascita di un bambino sano. Coloro che hanno già avuto figli, hanno una probabilità di successo più alta.

Ovviamente, sono da verificare anche le cause dell’infertilità, poiché dopo una gravidanza con FIVET, la normale produzione di ovociti può aumentare. Infine, da non sottovalutare lo stile di vita, che riduce le probabilità di riuscita per le donne che fumano, o che fanno uso regolare di droga, alcool e caffeina.

All’estero le cliniche per eseguire la FIVET sono più avanti rispetto all’Italia, che ha iniziato ad eseguire queste tecniche solo da pochi anni.

Sicurezza e qualità

In medicina riproduttiva, la sicurezza e la qualità delle cliniche rappresentano la preoccupazione maggiore per la maggior parte delle persone che devono affrontare questo percorso. In Italia le cliniche private sono piuttosto avanzate, ma anche molto costose. Delle cliniche private, invece, non ne parliamo e stendiamo un velo pietoso.

La situazione migliora e di parecchio per quanto riguarda le strutture pubbliche e private all’estero, sia in termini di prezzo che di qualità. In Repubblica Ceca, ad esempio, le cliniche vengono rigorosamente monitorare e regolamentate. Dopo che l’Unione Europea ha approvato la direttiva 2004/23/CE, infatti, la legislazione della Repubblica Ceca è stata modificata, affinché tutte le cliniche ottenessero una licenza valida per operare.

Questa licenza, concessa dal “Istituto Statale per il controllo sui medicinali” (SUKL), ha il dovere di monitorare le cliniche ceche che eseguono la fecondazione in vitro (FIVET), per lo meno ogni due anni. La clinica che possiede tale licenza, è conforme alle norme.

Costi

I prezzi per la FIVET non possono certamente essere definiti “LOW COST”, infatti, non vengono ancora considerati accessibili a tutti. In media, in Italia ogni trattamento costa circa 3.500 euro, per cui abbattere il problema dell’infertilità degli italiani non è certo una passeggiata! Sono molte le giovani coppie in cerca di una soluzione a questo annoso problema, e ultimamente quella del “turismo procreativo” sembra essere la più adottata.

Chi vuole eludere tutti questi paletti, può rivolgersi alle cliniche all’estero, ma solo alcuni paesi garantiscono una vera convenienza. Ad esempio, recandosi in Spagna i costi possono essere addirittura maggiori rispetto al nostro paese, dove è previsto anche il costo del ticket (circa 600/700 euro)!

Tuttavia, in paesi come la Repubblica Ceca, ci sono cliniche che offrono la FIVET a prezzi davvero convenienti, soprattutto se si procede all’acquisto di veri e propri pacchetti convenienza. Inoltre, come già accennato in precedenza, le cliniche del paese sono molto avanzate e in possesso di regolare licenza.

Conclusioni

Accedere alla fecondazione in vitro è un percorso ad ostacoli, difficile da affrontare e che nella maggior parte dei casi lascia sempre qualche segno, anche in caso di successo. Tuttavia, le coppie in cerca di una soluzione per la propria infertilità sono in aumento, ma molte di esse non realizzeranno mai i propri sogni, per via di queste difficoltà.

In Italia, la procedura viene eseguita sia in ospedali pubblici che privati, ed è accessibile per tutte le coppie di fatto o sposate etero. Sono esclusi gay e single, che per forza di cose sono obbligati a rivolgersi a centri esteri.

Altra grossa difficoltà presente nel nostro paese, è rappresentata dai costi ancora troppo alti e che le giovani coppie non possono certo affrontare, senza un aiuto. Per questo motivo il turismo procreativo, alla ricerca di centri di procreazione assistita all’estero è in aumento e le buone ragioni sono tante. L’importante, è affidarsi sempre alle cliniche sicure e provviste di regolare licenza.

Perché eseguire il trattamento in Repubblica Ceca?

Ci sono tanti benefici, che la clinica REPROMEDA Biology Park può offire.
Si usano le tecniche di ultima generazione, prezzi sono molto più competitivi e non ci sono le restrizioni legislative come in Italia. A stesso momento la clinica è stata votata come il centro migliore in Europa.

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