Transfer embrioni

transfer embrioni
A seguito della biopsia, dopo aver effettuato le analisi delle singole cellule, gli embrioni vengono trasferiti nella cavità uterina del paziente, ma solo quelli che durante l'esame sono risultati più sani, ossia privi delle anomalie cromosomiche e mutazioni ricercate. L'embryo transfer è una procedura ambulatoriale molto semplice, indolore e rapida, che non richiede alcuna tipologia di analgesia. Il procedimento vede uno o più embrioni immersi nel terreno di coltura, per poi essere inseriti all'interno di un sottile e soffice catetere, tramite un'osservazione microscopica.

La punta del catetere raggiunge il fondo uterino attraversando il collo dell’utero, dove gli embrioni vengono dolcemente rilasciati. Questa tecnica è abbinata sia alla FIVET che alla ICSI, ed è una delle più utilizzate per ottenere una gravidanza.

Questa tecnica viene utilizzata da diversi anni ormai e con una percentuale di successo abbastanza alta. La tecnica FIVET o ICSI, può essere eseguita sia in Italia che all’estero, dove le strutture presenti in Spagna, Svizzera, Repubblica Ceca, Cipro e altre ancora, garantiscono prezzi competitivi e cliniche all’avanmguardia.

Quando trasferire gli embrioni

Dopo il trattamento ICSI o fecondazione in vitro (FIVET), la maggior parte dei pre-embrioni che sono stati ottenuti, raggiungono uno stadio appropriato per essere trasferiti nell’utero, solitamente dal secondo giorno in poi dal recupero degli ovociti. Tuttavia, alcune cliniche, procedono al transfer degli embrioni solo dopo cinque giorni, quando hanno raggiunto lo stadio di blastocisti.

Dopo la formazione dello zigote, lo stadio di blastocisti si genera solitamente tra il 4° e il 14° giorno (ed avviene per via della fusione tra ovocita e spermatozoo). Solitamente, al secondo giorno, gli embrioni vengono classificati da un embriologo, secondo criteri ben precisi, che possono variare da clinica a clinica.

Presso i maggiori centri di procreazione medicalmente assistita, la classificazione degli embrioni si basa su quattro criteri:

  • il numero delle cellule che sono presenti negli embrioni (la velocità di crescita);
  • la simmetria delle cellule;
  • la presenza nello spazio perivitellino dell’embrione di frammentazioni anucleate;
  • l’identificazione del nucleo presente in ogni cellula (o di eventuali multi-nucleazioni).

Procedura del transfer

Il transfer embrioni non richiede alcuna anestesia. Piuttosto, la cervice viene accuratamente ripulita, visualizzandola attraverso uno speculum, mentre il trasferimento vero e proprio degli embrioni avviene mediante un sottile catetere.

Il punto esatto dove rilasciare gli embrioni non ha ancora una linea comune, inoltre, le linee guida della Human Fertilization and Embryology Authority (HFEA), indicano che non possono essere trasferiti più di 2 embrioni nelle pazienti con meno di 40 anni, mentre in quelle al di sopra dei quaranta, si può arrivare fino a tre.

La maggior parte delle cliniche, rilascia gli embrioni esattamente a metà della cavità uterina. Il tutto viene eseguito, per una più precisa sistemazione degli embrioni, sotto un monitor ecografico.

Nonostante non ci sia alcuna possibilità di fuoriuscita degli embrioni dall’utero, viene consigliato il leggero riposo dopo l’inserimento, prima di poter tornare a casa e svolgere tranquillamente tutte le attività quotidiane. Non c’è alcuna prova che tutto ciò migliori la possibilità di gravidanza, tuttavia aiuta certamente dal punto di vista psicologico la donna.

L’importanza di una corretta tecnica di trasferimento degli embrioni per una fecondazione in vitro di successo non può essere sottovalutata

Trasferimento al 2° giorno

Il vantaggio dato da un trasferimento degli embrioni già durante la seconda giornata, è l’opportunità di effettuare un solo passaggio che consente alla maggior parte degli embrioni di sopravvivere per mezzo di cultura. Dopodiché si procede a selezionare quelli migliori da trasferire.

Un transfer degli embrioni al 2° giorno però, ha anche lo svantaggio del fatto che l’embrione in un ciclo mestruale normale, si trova ancora lungo le tube di Falloppio e non nell’utero. La morfologia, inoltre, non sempre è rappresentativa del potenziale di sopravvivenza, per cui anche l’embriologo che li classifica, potrebbe non essere molto preciso.

Trasferimento al 5° giorno

Un transfer al 5° giorno, invece, ha il vantaggio che l’embrione è in una fase che anche naturalmente, raggiunge l’utero. Inoltre, lo stadio di blastocisti, consente una selezione dell’embrione migliore, in quanto la maggior parte di quelli “non buoni”, arresta il proprio sviluppo tra il 2° e il 5° giorno.

Post transfer

Dopo che è avvenuto il trasferimento degli embrioni, generalmente molte donne si sentono colpevoli di non aver riposato abbastanza, soprattutto se il ciclo di trattamento non è andato a buon fine. Tuttavia, è necessario che tutte le donne siano a conoscenza del fatto che non è assolutamente necessario riposarsi dopo un Embryotransfer.

Molte però restano sorprese da tale affermazione e non ci fanno caso più di tanto. Le pazienti, nella maggior parte dei casi, restano a letto senza alzarsi e senza fare alcun tipo di sforzo. Si crede, cosa del tutto errata, che in qualche modo si debba prestare attenzione a tenere dentro l’utero gli embrioni trasferiti.

Questo però, genera solo un inutile stato di ansia e stress, che coincidendo con la fase del ciclo, aumentano il nervosismo e labilità, almeno fino al momento in cui non si conosce l’esito del test di gravidanza. Si tratta ovviamente, di un’attesa piena di speranza e desiderio, ma anche piena di paura ed emozioni.

È però di grande aiuto sapere che la buona riuscita dell’impianto degli embrioni non dipende assolutamente da quello che si fa. Una volta che gli embrioni arrivano nell’utero, infatti, sarà compito dell’endometrio fare tutto il resto.

La tecnica di trasferimento degli embrioni agli ultrasuoni è la più efficiente attualmente disponibile

Quando fare il test

Circa due settimane dopo il trasferimento degli embrioni (12 giorni per gli embrioni trasferiti al 5° giorno e 14 giorni per gli embrioni trasferiti al 2° giorno). Il metodo migliore per rilevare la gravidanza è il test del sangue. Se l’impianto degli embrioni è andato a buon fine, gli ormoni hCG saranno visibili attraverso le analisi del sangue della neo-mamma.

Non si consiglia, invece, l’utilizzo del test di gravidanza domestico (HPT) dopo la fecondazione in vitro. Il motivo è che in una gran parte dei casi i risultati sono falsati. Ci sono moltissimi casi di splendidi bambini che sono nati dopo che le mamme avevano effettuato un test di gravidanza domestico che risultava negativo, ma anche molti altri che dopo un test positivo, poi hanno subito la delusione di un analisi del sangue negativa.

Conclusioni

Transfer embrioni
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In passato il trasferimento degli embrioni veniva eseguito alla “cieca”, cercando di posizionarli a circa 1 centimetro dal fondo dell’utero. Tuttavia, negli ultimi anni è stato dimostrato che un impianto embrionale lontano dal fondo dell’utero, aumenta le probabilità di gravidanza. I migliori risultati, infatti, in termini di implantation rate, si sono ottenuti posizionando a metà della cavità endometriale il catetere.

Inoltre, con l’aumento della distanza dal fondo dell’utero, si diminuisce anche il rischio di una gravidanza ectopica. Anche l’introduzione del transfer embrionale ecoguidato ha provocato un aumento significativo dell’implantation rate. È dunque necessario capire la clinica scelta che tipo di impianto effettua prima di lanciarsi in questa nuova avventura, che è piena di ostacoli, ma che può comportare grandissime soddisfazioni!

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